Intrecci Telecom-Calciopoli, Juve e Moggi (e altri) spiati dall'Inter ?

Ho sempre prestato parecchia attenzione a qualunque sviluppo legato alle faccende riguardanti Calciopoli, anche se in alcune circostanze ho preferito far scivolare via quelli che potevano sembrare pettegolezzi per non sembrare troppo fazioso, per non essere etichettato come il solito juventino che non sa accettare la realtà, nonostante ritengo non sia necessario tifare Juventus per avere terribili sospetti su come funzionano determinate cose qui nel nostro Bel Paese. Da un po' di tempo a questa parte, però, non riesco più a definire pazzi visionari, seppur mossi da un'incredibile amore per la propria squadra, coloro che sulle origini del grande scandalo hanno sempre visto una matrice di colore nerazzurro: troppo banale credere che la nota compagnia telefonica controllata da Tronchetti potesse mai prestarsi a giochini di così poco conto quali il calcio italiano.

Da qualche annetto, però, gli intrecci fra il caso Telecom e Calciopoli sembrano sempre più evidenti: le dichiarazioni di Nucini durante il processo Calciopoli, le dichiarazioni della Plateo del novembre 2011 ("Controllavamo Juve e Gea, De Sanctis e Figc. Lo facevo entrando nel sistema Radar, consegnavo tutto ai miei superiori", n.d.r.) e quelle ripetute di Tavaroli nel giugno e nel settembre 2012 ("Seguivamo parecchi giocatori dell'epoca, e l'operazione Ladroni mi fu commissionata direttamente da Moratti e Facchetti. Su Moggi, invece, investigò Adamo Bove", n.d.r.), in aggiunta al fatto che un pc dello stesso Tavaroli fu ritrovato negli uffici di Auricchio, sono tutti fattori che inevitabilmente hanno fatto drizzare le antenne in una certa direzione. 

Purtroppo, però, non è tutto, e torniamo sino ai giorni nostri: ieri mattina, durante l'ultima udienza del processo sul dossieraggio illegale in corso di svolgimento presso il Tribunale di Milano, è stato sentito anche Emanuele Cipriani, capo della "Polis d'Istinto", società d'investigazione privata, oggi imputato nello stesso procedimento. Queste le parole che non hanno bisogno di commenti a corredo: "L'Inter commissionò a me personalmente i dossier su Moggi e Giraudo, ma anche su Foti, De Santis e Gea. Pretendevano aggiornamenti settimanali, e incrociavano i miei dati con quelli Telecom. Mi dissero di fatturare a Pirelli per evitare di far comparire proprio l'Inter".

Allo stato attuale delle cose preferisco non aggiungere altro, anche perchè si tratta di parole comunque ancora non supportate dai fatti, ma lascio al lettore la facoltà di farsi un'idea a riguardo di quanto raccontato, facendo notare solo una cosa: tutti i soggetti trattati sono, guarda caso, coloro che poi si sono ritrovati sul banco degli imputati a partire dalla primavera del 2006. A voi.

P.S.: inutile cercare approfondimenti sulla stampa d'elitè, evidentemente è ritenuto più interessante dare spazio ad altro tipo di notizie.

Fabio Mauro Giambò